Veg FP Mansion

La scorsa settimana sono andata ancora alla FP Mansion.
A differenza delle altre serate in cui era tutto già organizzato perché io ero solo un ospite, questa volta ho voluto provare una cosa nuova: ho proposto a Giorgio una serata diversa dal solito, lontana da quelle che sono le sue specialità.
Ho chiesto al Re del Filetto Goloso di organizzare una serata vegetariana.
Quindi di preparare una cena per 15 persone, senza animali.
Ma sembrava troppo facile, allora l’abbiamo complicata un po’.
Abbiamo deciso di eliminare anche i derivati animali, quindi niente uova, niente formaggi.
Poi si è aggiunta all’ultimo un’amica intollerante al glutine.
Quindi la sfida diventava ancora più difficile (ma per lui sicuramente stimolante).
Un’intera cena senza carne, pesce, uova, formaggi, pasta, pane, farina.
Cosa rimane? Continua a leggere

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#LovingCervino, con tutta l’aria

Sono passati mesi ormai, ma il ricordo di quel weekend non se ne va mica.
Ho appena riletto il primo giorno di blogtour, che meraviglia, mi sembra di essere ancora lì.
Peccato sia passato un sacco di tempo: quando siamo andati a Cervinia era novembre e c’erano ancora i colori dell’autunno.
L’inverno ormai è andato, quest’anno è passato più in fretta del solito, quindi ormai aspetto con ansia di vederla in primavera.

Bene, faccio questo piccolo sforzo di memoria e torno indietro nel tempo. Partiamo.

Sabato 8 novembre 2014
Ore 8: Sveglia.
È il grande giorno, quello del parapendio.
Sono mesi che ci penso – da quando ho letto per la prima volta quella parola nell’elenco delle proposte del blogtour – e adesso è arrivato il momento.
Ero tranquilla fino a ieri, ora inizia a venirmi l’ansia. L’idea di volare non mi fa sentire del tutto a mio agio. Continua a leggere

Mercatini, pulci saltellanti, borsette e lavagnette

Questo weekend in Viale Padova a Milano c’è stato un grazioso mercatino chiamato Le pulci pettinate, dedicato agli amanti del vintage, dell’artigianato e della creatività, organizzato dalla Salumeria del Design, associazione nata per dare visibilità alle attività creative locali.

Le pulci pettinate

Ne sto scrivendo perché è lì che ho fatto uno dei migliori acquisti dell’anno: alla bancarella di Ellepuntoypsilon ho comprato una bellissima e divertentissima Blackboard Bag, una shopper fatta a mano (come tutte le creazioni di Elle e Ypsilon) con la pittura lavagna, su cui si può scrivere e cancellare e riscrivere e cancellare all’infinito.

2B  2b  2B

Devo dire che dà moltissime soddisfazioni.

Se volete vedere che cos’altro fanno quei due bravi ragazzi pigiate qui.

Se invece vi siete innamorati della mia nuova borsetta lavagnetta e la volete comprare anche voi subito subito scrivete a leshopperdil.y@gmail.com., vi risponderà una persona molto simpatica carina cordiale disponibile e con la barba.

No Facebook, non eliminare le richieste di amicizia

Ieri sera ho ricevuto questa notifica da Facebook:

Facebook richieste di amicizia

A breve saranno eliminate le richieste di amicizia che risalgono a più di un anno fa.

Questa cosa mi rattrista parecchio.

io per principio non aggiungo persone che non conosco personalmente o con cui non ho mai parlato, lo trovo stupido. (Ci sono delle eccezioni, sicuramente, ma sono proprio poche). Quindi gli sconosciuti che mi chiedono l’amicizia li lascio lì, in quell’elenco di persone con cui non parlo, ma che magari un giorno conoscerò.
Non rifiuto le richieste, perché io non butto via niente; non butto via le cose, figuriamoci le persone.
Mi dà sicurezza averle lì.

Ora però è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e di fare qualcosa.
Perché se rimango ferma, Facebook me le fa sparire.
E il fatto di rimanere impassibile e vedere scomparire delle persone che un giorno avrei potuto incontrare non mi fa mica stare bene.
Non è da me lasciare scappar via le persone dalla mia vita, persino gli sconosciuti.

Ecco perché ho deciso di fare una cosa. Che forse è un po’ da matti, ma io ci tengo molto.

525 richieste di amicizia

No, Signor Facebook, non ci sperare, non è quello che pensi.
E non è così semplice come credi.
Mi ci vorrà qualche giorno, spero solo di fare in tempo.

#LovingCervino, con tutto il cuore

Finalmente trovo il tempo di scriverne. Siamo tornati da una settimana e continuo a pensare a quel weekend. Ogni giorno da quando sono rientrata un pensiero va lì, a quella grande e affascinante vetta che non lascia di certo indifferenti. io adoro la montagna, ma spesso me lo dimentico, me la dimentico: mi impigrisco e mi chiudo in me. Per fortuna ci sono delle occasioni che mi fanno ritornare alla realtà e mi portano fuori di casa. E io le colgo al volo. Ecco perché quando mi hanno chiamato per chiedermi se volevo organizzare un blogtour di un weekend a Cervinia mi si sono illuminati gli occhi. Non ho esitato. Mi è spuntato un sorrisino e mi son messa subito al lavoro. Hey aspetta, dov’è Cervinia? Mi sono resa conto di non esserci mai stata. Che strano. Però bello: l’idea di vedere e conoscere da vicino un posto nuovo mi fa salire l’entusiasmo alle stelle. Le prime volte mi emozionano sempre. Poi la Valle d’Aosta, così piccola, lì in un angolino dell’Italia non l’avevo mai considerata. Povera. Che stupida che sono, è così bella. E soprattutto è così vicina. Mica lo sapevo io… me la immaginavo a boh 3/4 ore di strada e invece in due ore eravamo lì, in mezzo alla neve. Incredibile. Continua a leggere

i nonni

i nonni oggi hanno festeggiato 60 anni di matrimonio.

11.11.1954 – 11.11.2014

60 anni insieme.

chissà se si rendono conto di essere così fortunati.

11 novembre 1954 - Matrimonio nonni

 

non si sopportano, discutono, bisticciano, urlano e si stuzzicano tutto il giorno tutti i giorni, ma sono qui, ci sono ancora, sono insieme, SONO VIVI.

hanno 82 e 88 anni e da 60 anni stanno insieme.
mi commuovo quando ci penso. Continua a leggere

giallo e arancione

Erano le 23.30, avevo più voglia di andare a letto che di mangiare, dovevo andare in palestra quella sera, ma era un periodo della vita in cui la pigrizia prevaleva su tutto il resto, quindi ero rimasta a casa a non fare niente, a perdermi in pensieri non troppo piacevoli. È mezzanotte, faccio un salto in cucina giusto per vedere cosa c’è, non c’è nulla. Apro il frigo, un peperone giallo, bello, lo prendo, lo lavo, ‘mi faccio un peperone in insalata’ penso, nel frattempo il frigo rimane aperto, torno per chiuderlo e vedo le carote, le prendo, ne lavo tre, metto via le altre, prendo un piatto, pulisco il peperone, tolgo i semini e quella strisciolina bianca e spugnosa che sta all’interno, lo taglio, poi apro un’antina e prendo una cipolla, la lavo, la taglio, piango un po’, penso ai motivi per cui si piange, certe volte non ne ho e piango lo stesso, la butto nell’olio che avevo appena messo nella nuova padella antiaderente. Soffrittino profumato, taglio le carote, le butto in padella, ancora un po’ di olio, nel frattempo accendo il pc, inizio a guardare Gomorra, è il momento giusto, decisamente. Non so bene quale sia il nesso ma sento che è così. Tocca al peperone, lo faccio ancora più piccolo e lo butto in padella insieme alle carote, ma che bei colori, quanto stanno bene insieme il giallo e l’arancione. Ancora olio, quello delle olive degli ulivi del Salento della zia. Sale pepe noce moscata e cannella. Quanti profumi. Che voglia di Oriente. Poi mi ricordo dello zenzero, il mio amico zenzero, quello che risolve tutti i problemi, ma com’è buono. Lo spolvero sopra. Quel profumo mi fa già stare meglio. Di sicuro ora non ho più motivo di mettermi a piangere, i colori e i profumi aiutano. E la cipolla è già tagliata. Apro di nuovo il frigo, c’è una bella mozzarella, la prendo e la metto intera in mezzo al piatto. Intanto in padella peperoni e carote saltellano allegri insieme a zenzero e cipolla. io non volevo mangiare, non volevo cucinare, ma in effetti non l’ho fatto, ho solo trovato dei cibi, li ho presi, li ho messi lì e si sono cucinati da sé. Non mi sono neanche accorta di quello che stavo facendo, non ho pensato, non ho programmato, è venuto tutto da sé. Ma manca qualcosa, voglio ancora del giallo, ci metto del mais, ecco. Verso il contenuto della padella sopra e intorno alla mozzarella, fredda, bianca che si scalda e si scioglie col giallo e arancione. Trovo dell’altro zenzero, questa volta non in polvere ma intero, essicato, lo infilo nel centro, dentro la mozzarella, ecco fatto, che bontà.

giallo e arancione