No Facebook, non eliminare le richieste di amicizia

Ieri sera ho ricevuto questa notifica da Facebook:

Facebook richieste di amicizia

A breve saranno eliminate le richieste di amicizia che risalgono a più di un anno fa.

Questa cosa mi rattrista parecchio.

io per principio non aggiungo persone che non conosco personalmente o con cui non ho mai parlato, lo trovo stupido. (Ci sono delle eccezioni, sicuramente, ma sono proprio poche). Quindi gli sconosciuti che mi chiedono l’amicizia li lascio lì, in quell’elenco di persone con cui non parlo, ma che magari un giorno conoscerò.
Non rifiuto le richieste, perché io non butto via niente; non butto via le cose, figuriamoci le persone.
Mi dà sicurezza averle lì.

Ora però è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e di fare qualcosa.
Perché se rimango ferma, Facebook me le fa sparire.
E il fatto di rimanere impassibile e vedere scomparire delle persone che un giorno avrei potuto incontrare non mi fa mica stare bene.
Non è da me lasciare scappar via le persone dalla mia vita, persino gli sconosciuti.

Ecco perché ho deciso di fare una cosa. Che forse è un po’ da matti, ma io ci tengo molto.

525 richieste di amicizia

No, Signor Facebook, non ci sperare, non è quello che pensi.
E non è così semplice come credi.
Mi ci vorrà qualche giorno, spero solo di fare in tempo.

#LovingCervino, con tutto il cuore

Finalmente trovo il tempo di scriverne. Siamo tornati da una settimana e continuo a pensare a quel weekend. Ogni giorno da quando sono rientrata un pensiero va lì, a quella grande e affascinante vetta che non lascia di certo indifferenti. io adoro la montagna, ma spesso me lo dimentico, me la dimentico: mi impigrisco e mi chiudo in me. Per fortuna ci sono delle occasioni che mi fanno ritornare alla realtà e mi portano fuori di casa. E io le colgo al volo. Ecco perché quando mi hanno chiamato per chiedermi se volevo organizzare un blogtour di un weekend a Cervinia mi si sono illuminati gli occhi. Non ho esitato. Mi è spuntato un sorrisino e mi son messa subito al lavoro. Hey aspetta, dov’è Cervinia? Mi sono resa conto di non esserci mai stata. Che strano. Però bello: l’idea di vedere e conoscere da vicino un posto nuovo mi fa salire l’entusiasmo alle stelle. Le prime volte mi emozionano sempre. Poi la Valle d’Aosta, così piccola, lì in un angolino dell’Italia non l’avevo mai considerata. Povera. Che stupida che sono, è così bella. E soprattutto è così vicina. Mica lo sapevo io… me la immaginavo a boh 3/4 ore di strada e invece in due ore eravamo lì, in mezzo alla neve. Incredibile. Continua a leggere

i nonni

i nonni oggi hanno festeggiato 60 anni di matrimonio.

11.11.1954 – 11.11.2014

60 anni insieme.

chissà se si rendono conto di essere così fortunati.

11 novembre 1954 - Matrimonio nonni

 

non si sopportano, discutono, bisticciano, urlano e si stuzzicano tutto il giorno tutti i giorni, ma sono qui, ci sono ancora, sono insieme, SONO VIVI.

hanno 82 e 88 anni e da 60 anni stanno insieme.
mi commuovo quando ci penso. Continua a leggere

giallo e arancione

Erano le 23.30, avevo più voglia di andare a letto che di mangiare, dovevo andare in palestra quella sera, ma era un periodo della vita in cui la pigrizia prevaleva su tutto il resto, quindi ero rimasta a casa a non fare niente, a perdermi in pensieri non troppo piacevoli. È mezzanotte, faccio un salto in cucina giusto per vedere cosa c’è, non c’è nulla. Apro il frigo, un peperone giallo, bello, lo prendo, lo lavo, ‘mi faccio un peperone in insalata’ penso, nel frattempo il frigo rimane aperto, torno per chiuderlo e vedo le carote, le prendo, ne lavo tre, metto via le altre, prendo un piatto, pulisco il peperone, tolgo i semini e quella strisciolina bianca e spugnosa che sta all’interno, lo taglio, poi apro un’antina e prendo una cipolla, la lavo, la taglio, piango un po’, penso ai motivi per cui si piange, certe volte non ne ho e piango lo stesso, la butto nell’olio che avevo appena messo nella nuova padella antiaderente. Soffrittino profumato, taglio le carote, le butto in padella, ancora un po’ di olio, nel frattempo accendo il pc, inizio a guardare Gomorra, è il momento giusto, decisamente. Non so bene quale sia il nesso ma sento che è così. Tocca al peperone, lo faccio ancora più piccolo e lo butto in padella insieme alle carote, ma che bei colori, quanto stanno bene insieme il giallo e l’arancione. Ancora olio, quello delle olive degli ulivi del Salento della zia. Sale pepe noce moscata e cannella. Quanti profumi. Che voglia di Oriente. Poi mi ricordo dello zenzero, il mio amico zenzero, quello che risolve tutti i problemi, ma com’è buono. Lo spolvero sopra. Quel profumo mi fa già stare meglio. Di sicuro ora non ho più motivo di mettermi a piangere, i colori e i profumi aiutano. E la cipolla è già tagliata. Apro di nuovo il frigo, c’è una bella mozzarella, la prendo e la metto intera in mezzo al piatto. Intanto in padella peperoni e carote saltellano allegri insieme a zenzero e cipolla. io non volevo mangiare, non volevo cucinare, ma in effetti non l’ho fatto, ho solo trovato dei cibi, li ho presi, li ho messi lì e si sono cucinati da sé. Non mi sono neanche accorta di quello che stavo facendo, non ho pensato, non ho programmato, è venuto tutto da sé. Ma manca qualcosa, voglio ancora del giallo, ci metto del mais, ecco. Verso il contenuto della padella sopra e intorno alla mozzarella, fredda, bianca che si scalda e si scioglie col giallo e arancione. Trovo dell’altro zenzero, questa volta non in polvere ma intero, essicato, lo infilo nel centro, dentro la mozzarella, ecco fatto, che bontà.

giallo e arancione

di attese

di domande, sempre le stesse.
ma che adesso si moltiplicano e si rigenerano, e ne producono di nuove.
poi si invertono e ritornano.
anche quando eri convinta che sarebbero andate via per sempre.
come risolvere?
come ingannare queste attese?
come trascorrere questi minuti?
questi minuti per niente minuti. sono imponenti, grandi, lunghi, luoghi, infiniti.
infiniti pensieri. pensieri di errori, errori voluti.
1.
un unico errore. grande.
lungo.
dilatato nello spazio.
lungo.
dilatato nel tempo.
lungo.
come i minuti.
ma minuti minuti, piccoli e veloci.
minuti inversamente proporzionali a una percentuale di energia che si consuma, scende sempre più e finisce per sempre.
finisce dove il tempo scorre e dove la vita ha un limite.
la fine ti sorride.
è sempre più vicina.
anche se nessuno si accorge.
poi l’intuizione.
e l’illuminazione.
notturna, inaspettata, che ti riflette e ti fa riflettere.
e torni indietro.
ed è lì la risposta.
la vedi, la guardi, la prendi in mano. è piccola, è minuta. ed è sempre stata lì.
e non esiste più.
sparisce, ricompare più su, vola via e scompare.
con minuti infiniti di richieste e mancanze.
senza tempo.
senza eccezioni.
mai.

Non ho mai visto Forrest Gump

Mi sono accorta di avere delle grosse lacune in fatto di film e in questo 2014 ho deciso che vorrei colmare almeno le più profonde.
Ho iniziato l’anno guardando il Signore degli Anelli.
No, non l’avevo mai visto.
No, non ho mai visto neanche Star Wars.
Sì, esatto, me ne vergogno parecchio.
Non ho mai visto neanche Forrest Gump.
E neanche Frankenstein Junior.
Lo so, lo so che dovrei tenere nascosta la mia ignoranza, ma il fatto di scriverlo qui mi sprona parecchio.
Quindi nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi rimedierò.
Inizierò subito. È una promessa.
Se volete aiutarmi consigliandomi film che secondo voi dovrei vedere (che tutti dovrebbero vedere) sentitevi liberi di scrivermeli.
Conto sulla vostra collaborazione e vi ringrazio tanto.

ma com’è che siamo finiti in Francia? (seconda parte)

4°GIORNO
Ci svegliamo ad Arles, nell’hotel dove la notte siamo rimasti chiusi fuori un’ora perché non ci avevano dato il codice per rientrare. Alle 11 in punto Miss Simpatia viene addirittura a bussare per invitarci a lasciare la camera.
Andiamo in reception con i bagagli e le spieghiamo che cosa è successo la notte prima (in realtà la tizia non parlava neanche una parola di inglese, per fortuna c’era chi ha improvvisato e mimato, parlando un francese discutibile ma efficientissimo). All’inizio alza le spalle, dice che le dispiace e che non può farci niente, ma grazie al gesto di prendere un “bon bon” le viene in mente di offrirci un caffè, un pan au chocolate e alla fine ci facciamo una bella colazione completa gratis! Ora possiamo incamminarci tranquilli e soddisfatti verso la Camargue…
Non accendiamo il navigatore, oggi usiamo solo cartine e guida.

cartina

Camargue

Camargue Continua a leggere

ma com’è che siamo finiti in Francia? (prima parte)

Se non faccio le cose all’ultimo minuto non sono contenta.
Ma ormai ho capito che è così, quindi non cerco più neanche di oppormi: l’accetto e me la godo.
Quest’estate, per esempio, non ho programmato le vacanze: non ho deciso niente fino a pochi giorni prima della partenza. Ma eravamo in due, quindi abbastanza gestibili e flessibili.
Finalmente guardiamo un mappamondo e decidiamo: “andiamo a Mosca? dai, almeno c’è fresco! partiamo tra due giorni, ok?” Ok! Guardiamo i voli, ci accingiamo a prenotare, controllo per sicurezza in internet come funziona l’ingresso in Russia per i turisti, robe come passaporti, permessi, visti… e scopriamo che è un processo complicatissimo, che forse non si può nemmeno fare da soli perché c’è da andare in consolato, portare il passaporto, aspettare che lo rimandino indietro… allora per sbrigarci e per capire meglio come fare chiamiamo un’agenzia e la risposta “ci vogliono minimo due settimane” ci spiazza e ci fa desistere.

Decidiamo allora di fare un viaggio un po’ più semplice: un bel giretto in macchina in Francia e Spagna…
Ecco tutte le tappe:
– AIX EN PROVENCE
– ARLES
– LA CAMARGUE
– AVIGNONE
– TOULOUSE
– BILBAO
– SARAGOZA
– BARCELONA
– FIGUERES

Semplice per modo di dire…

1°GIORNO
Il 10 agosto si parte intorno alle 10 del mattino da Milano, siamo in due più Giorgino, caro amico hollywoodiano che decide di accompagnarci in questo viaggio per vedere un po’ com’è l’Europa.
IMG_6333C’è tanto traffico perché in questi giorni sono tutti in giro e infatti arriviamo ad Aix En Provence alle 19.
La prima cosa che facciamo appena arrivati in albergo, ancor prima di metter giù le valigie, è farci dare la password del wifi.
password free wifi[Mi viene in mente il post sulla ragazza Nerd che va in vacanza scritto da La Fra.]
LArc Hotel è un piccolo alberghetto 3 stelle con piscina, la stanzetta è molto piccola, ma tanto non abbiamo grandi esigenze… Insomma, ci colleghiamo mezz’oretta a internet, giusto per capire dovesiamo doveandare cosafare dovemangiare e ci incamminiamo a piedi verso il centro… Continua a leggere