Pagaiare

Non so se negli ultimi tempi ho fatto qualcosa di più emozionante.

A Milano faceva caldo e mi annoiavo quindi ho deciso di partire (con ⭕️) e di andare al mare.
Prendo giusto il costume e in due ore di auto, cantando, arrivo in Liguria.
Compro tre pezzi di focaccia, mi butto in spiaggia, la mangio, faccio il bagno, e dormo un po’.
Quando mi sveglio mi faccio fare un bel massaggio dalla cinesina. Un altro tuffetto e mi viene un’idea bellissima, la migliore che potessi avere in quel momento: il kayak.
Era una cosa che volevo provare da anni ma non ero mai riuscita.
In realtà volevo fare una lezione e un’uscita in mare con un istruttore, ma in quel momento e così last minute non c’era nessuno disponibile, potevo solo noleggiarlo e andare da sola.
Oddio che ansia. Mi immagino già in mezzo al porticciolo che giro in tondo pur di non andare in mare aperto da sola.
Ma proviamo: vado , lascio tutto, persino il telefono, mi danno il kayak, e due dritte veloci, mi spiegano giusto come tenere la pagaia e come frenare e via, mi dicono vai.
Parto. Prima girello un po’ per il porticciolo, poi decido di uscire.
Ero terrorizzata.
Sì che so nuotare, ma con l’acqua alta e nera non è che abbia un bellissimo rapporto. Anzi. Se guardo giù e non vedo niente inizio a pensare alla profondità, agli abissi, all’infinito e mi si blocca il respiro.
Quindi cerco di remare più veloce per non guardare e per distrarmi.
Des Sinis Des Sinis Des Sinis. Sempre più lontana.
Il sole è già sceso, il cielo è sempre più rosa, il mare è sempre più nero.
Smetto di guardare giù, guardo dritto davanti a me.
Le ondine iniziano a sembrarmi morbide, come di velluto. Un velluto nero morbidissimo. Le seguo.
Non c’è anima viva, ci sono solo io in mezzo al mare.
Ma che idea bellissima che ho avuto.
C’è il silenzio assoluto intorno a me, sento solo il rumore della pagaia che affonda nell’acqua.

Ma quanto è bello prendere confidenza con qualcosa che terrorizza.

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mi sono innamorata di Napoli

Lo scorso weekend sono stata a Napoli.
Vista l’esperienza dell’estate 2015 (quando mi hanno strappato l’iPhone dalle mani e sono scappati via col motorino e abbiamo passato una notte pazzesca in giro con la polizia a fare inseguimenti e riconoscimenti) ho deciso di non tirare fuori MAI il cellulare mentre ero in giro.
Quindi niente foto, niente Instagram, niente Stories, niente contatti con le persone che non erano presenti, niente mappa/navigatore, niente robe di lavoro.
Vi immaginate? È stato bellissimo.
Questa assenza del telefono mi ha permesso di vivere più intensamente le mie giornate: interagivo continuamente con le persone che incontravo per strada, o perché mi fermavano loro o perché li interpellavo io; la mia domanda più ricorrente era “mi scusi, in che direzione è il mare?” e vagavo a caso, passeggiavo per le viette, mi perdevo. Avevo sempre il sorriso da ebete, come una giovane innamorata, mi guardavo intorno entusiasta e meravigliata da ogni cosa, incantata.
E non potendo fare foto alle cose stupende che vedevo, le fissavo più a lungo e me le imprimevo in testa. Per ricordarmele mi appuntavo qualche parola e invece che fare un diario di viaggio fotografico come al solito, ho fatto un lungo elenco. Continua a leggere

Ti ricordi quando abbiamo provato lo sci di fondo?

Novembre 2015, il Consorzio di Cervinia ci invita di nuovo per un weekend sulla neve.
I protagonisti cambiano: questa volta siamo io, Sofia Marchesini (action blogger, free skier, redattrice di 4Skiers.it e un sacco di altre cose), Lelio Morra (cantautore napoletano da poco impiantato a Milano che, sì, sa sciare. io non ci credevo e l’ho invitato apposta, per vederlo con i miei occhi) e il grande e unico Gros Grossetti (snowboarder, skater, speaker, fondatore della Bastard e un sacco di altre cose fighissime). Doveva esserci anche Alessio Bertallot ma purtroppo un mal di schiena fortissimo che gli impedisce di camminare – figuriamoci di sciare – lo tiene a casa proprio in quei tre giorni.

Venerdì 27 Novembre 2015.
io, Lelio e Sofia ci troviamo davanti alla Stazione Centrale di Milano e partiamo. In un paio d’ore siamo a Cervinia. Neanche il tempo di lasciare i bagagli in hotel e subito ci ritroviamo sulle piste da sci.

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Fa un freddo porco, ci sono -10°, ma si sta da Dio, sembra di essere su un altro pianeta: Continua a leggere

#LovingCervino, con tutto il corpo

Lo sforzo che mi richiede questa cosa è sovrumano: oggi è il 6 maggio 2016 e sto per raccontare una giornata del mese di novembre 2014.
Il problema che ho io con il tempo credo sia abbastanza grave: non mi accorgo che passa.
Così veloce poi. Figuriamoci.

I dettagli saranno molti meno rispetto ai racconti del 7 novembre 2014 e dell’8 novembre 2014 (che vi consiglio comunque di leggere, così vi fate un’idea di che cosa è successo in quei giorni).
Però proviamo ugualmente, mi farò aiutare dalle foto.

Domenica 9 novembre 2014 – ultimo giorno di blogtour a Cervinia.
Dopo il lancio con il parapendio, le passeggiate, le scorpacciate, i massaggi rilassanti, il nordic walking dei giorni precedenti, arriva il momento di mettere gli sci ai piedi e, per sicurezza, i caschetti in testa.

Siamo sempre io, Valentina, Arianna e Massimo.

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#LovingCervino, con tutta l’aria

Sono passati mesi ormai, ma il ricordo di quel weekend non se ne va mica.
Ho appena riletto il primo giorno di blogtour, che meraviglia, mi sembra di essere ancora lì.
Peccato sia passato un sacco di tempo: quando siamo andati a Cervinia era novembre e c’erano ancora i colori dell’autunno.
L’inverno ormai è andato, quest’anno è passato più in fretta del solito, quindi ormai aspetto con ansia di vederla in primavera.

Bene, faccio questo piccolo sforzo di memoria e torno indietro nel tempo. Partiamo.

Sabato 8 novembre 2014
Ore 8: Sveglia.
È il grande giorno, quello del parapendio.
Sono mesi che ci penso – da quando ho letto per la prima volta quella parola nell’elenco delle proposte del blogtour – e adesso è arrivato il momento.
Ero tranquilla fino a ieri, ora inizia a venirmi l’ansia. L’idea di volare non mi fa sentire del tutto a mio agio. Continua a leggere

#LovingCervino, con tutto il cuore

Finalmente trovo il tempo di scriverne. Siamo tornati da una settimana e continuo a pensare a quel weekend. Ogni giorno da quando sono rientrata un pensiero va lì, a quella grande e affascinante vetta che non lascia di certo indifferenti. io adoro la montagna, ma spesso me lo dimentico, me la dimentico: mi impigrisco e mi chiudo in me. Per fortuna ci sono delle occasioni che mi fanno ritornare alla realtà e mi portano fuori di casa. E io le colgo al volo. Ecco perché quando mi hanno chiamato per chiedermi se volevo organizzare un blogtour di un weekend a Cervinia mi si sono illuminati gli occhi. Non ho esitato. Mi è spuntato un sorrisino e mi son messa subito al lavoro. Hey aspetta, dov’è Cervinia? Mi sono resa conto di non esserci mai stata. Che strano. Però bello: l’idea di vedere e conoscere da vicino un posto nuovo mi fa salire l’entusiasmo alle stelle. Le prime volte mi emozionano sempre. Poi la Valle d’Aosta, così piccola, lì in un angolino dell’Italia non l’avevo mai considerata. Povera. Che stupida che sono, è così bella. E soprattutto è così vicina. Mica lo sapevo io… me la immaginavo a boh 3/4 ore di strada e invece in due ore eravamo lì, in mezzo alla neve. Incredibile. Continua a leggere

ma com’è che siamo finiti in Francia? (seconda parte)

4°GIORNO
Ci svegliamo ad Arles, nell’hotel dove la notte siamo rimasti chiusi fuori un’ora perché non ci avevano dato il codice per rientrare. Alle 11 in punto Miss Simpatia viene addirittura a bussare per invitarci a lasciare la camera.
Andiamo in reception con i bagagli e le spieghiamo che cosa è successo la notte prima (in realtà la tizia non parlava neanche una parola di inglese, per fortuna c’era chi ha improvvisato e mimato, parlando un francese discutibile ma efficientissimo). All’inizio alza le spalle, dice che le dispiace e che non può farci niente, ma grazie al gesto di prendere un “bon bon” le viene in mente di offrirci un caffè, un pan au chocolate e alla fine ci facciamo una bella colazione completa gratis! Ora possiamo incamminarci tranquilli e soddisfatti verso la Camargue…
Non accendiamo il navigatore, oggi usiamo solo cartine e guida.

cartina

Camargue

Camargue Continua a leggere

ma com’è che siamo finiti in Francia? (prima parte)

Se non faccio le cose all’ultimo minuto non sono contenta.
Ma ormai ho capito che è così, quindi non cerco più neanche di oppormi: l’accetto e me la godo.
Quest’estate, per esempio, non ho programmato le vacanze: non ho deciso niente fino a pochi giorni prima della partenza. Ma eravamo in due, quindi abbastanza gestibili e flessibili.
Finalmente guardiamo un mappamondo e decidiamo: “andiamo a Mosca? dai, almeno c’è fresco! partiamo tra due giorni, ok?” Ok! Guardiamo i voli, ci accingiamo a prenotare, controllo per sicurezza in internet come funziona l’ingresso in Russia per i turisti, robe come passaporti, permessi, visti… e scopriamo che è un processo complicatissimo, che forse non si può nemmeno fare da soli perché c’è da andare in consolato, portare il passaporto, aspettare che lo rimandino indietro… allora per sbrigarci e per capire meglio come fare chiamiamo un’agenzia e la risposta “ci vogliono minimo due settimane” ci spiazza e ci fa desistere.

Decidiamo allora di fare un viaggio un po’ più semplice: un bel giretto in macchina in Francia e Spagna…
Ecco tutte le tappe:
– AIX EN PROVENCE
– ARLES
– LA CAMARGUE
– AVIGNONE
– TOULOUSE
– BILBAO
– SARAGOZA
– BARCELONA
– FIGUERES

Semplice per modo di dire…

1°GIORNO
Il 10 agosto si parte intorno alle 10 del mattino da Milano, siamo in due più Giorgino, caro amico hollywoodiano che decide di accompagnarci in questo viaggio per vedere un po’ com’è l’Europa.
IMG_6333C’è tanto traffico perché in questi giorni sono tutti in giro e infatti arriviamo ad Aix En Provence alle 19.
La prima cosa che facciamo appena arrivati in albergo, ancor prima di metter giù le valigie, è farci dare la password del wifi.
password free wifi[Mi viene in mente il post sulla ragazza Nerd che va in vacanza scritto da La Fra.]
LArc Hotel è un piccolo alberghetto 3 stelle con piscina, la stanzetta è molto piccola, ma tanto non abbiamo grandi esigenze… Insomma, ci colleghiamo mezz’oretta a internet, giusto per capire dovesiamo doveandare cosafare dovemangiare e ci incamminiamo a piedi verso il centro… Continua a leggere

io non butto via niente, nemmeno le occasioni (3)

Ultimo giorno del blog tour sulle Dolomiti.
Sveglia prestissimo, preparo velocemente la valigia, scatto l’ultima foto dalla finestra della camera, saluto il mio bel letto a baldacchino
specchio baldacchino

poi scendo di fretta a fare colazione e alle 9 ci troviamo tutti nella hall, pronti per fare questa follia:
HELM-JUCHIZA!
Ma come, non sapete cos’è?!
Guardate qui:

LA GARA CON LE PALE DA NEVE.
ééé??? Continua a leggere