iGdT di NdSP

credo di aver trovato uno dei miei posti preferiti dell’universo.
c’è un problema però: che tutti ne hanno accesso.
entrando e attraversandolo ho capito che mi danno fastidio le persone.
non tutte, alcune mi piacciono, quelle che sorridono, si commuovono, parlano a bassa voce.
quelle invece stupide, che urlano e che non capiscono, io vorrei avere la possibilità di non farle entrare mai in uno dei miei posti preferiti dell’universo.non si meritano nemmeno di sapere che esistono questi posti meravigliosi, non sono degni non solo di vederli, ma nemmeno di conoscerli e di sentirne parlare mai.
quindi mentre passeggiavo in questo posto stupendo, dentro di me ero come divisa in due. mi era già capitato di vivere sentimenti contrastanti, ma di solito ne arrivava prima uno e subito dopo l’altro e via così. ma contemporaneamente non mi era mai successo, lì è stata la prima volta.
da una parte ero in pace, stavo bene, ero incantata perché finalmente potevo vedere di fronte a me cose che prima erano solo nella mia testa.
dall’altra mi si contorceva l’anima a sapere che in un luogo di armonia, di arte e di gioia, c’erano mandrie di esseri umani parlanti e non pensanti che ridevano e urlavano e fotografavano.
volevo eliminarli, ma non dalla faccia della terra, non volevo far loro del male, semplicemente volevo accompagnarli uno a uno, per mano, fuori di lì.
e pensavo continuamente “povera Niki, con tutta la fatica e le difficoltà e le buone intenzioni. sapessi chi c’è ora dentro casa tua, ti trasformeresti nell’acqua di quella fontana e inonderesti il giardino per liberarlo da chi non comprende. sapessi chi sta toccando quell’albero ti trasformeresti in un temporale fortissimo e faresti scappare via tutti.”
passo dopo passo vedevo cadere e frantumarsi la mia teoria dell'”arte per tutti e di tutti” in cui da anni credevo con tutta me stessa.
iniziavo a pensare che forse davvero l’arte è per pochi perché non tutti sono degni di viverla, forse fanno bene a farla pagare cara, forse dovrebbero farla pagare ancora di più.
forse l’accesso a questo posto meraviglioso non dovrebbe costare 12, ma dovrebbe costare 100, 200, forse anche 500. così solo chi è disposto a pagare caro ci tiene davvero.
no però aspetta pensiero, rallenta, non correre così, fermati e ragiona.
non è questione di soldi, non è che chi ha disponibilità economiche ha in automatico il diritto di entrarci, no no. anche chi ha molti soldi può avere un tono di voce alto e fastidioso, farsi selfie idioti di fronte a opere immense e non apprezzare tutto ciò che sta dietro. e dentro.
come chi i soldi non li ha si meriterebbe la possibilità di contemplare arte e natura.
ma quindi come si fa?
con che criterio si seleziona?
in base alla sensibilità probabilmente.
e come si fa?
se potessi mi metterei io lì all’ingresso di uno dei miei posti preferiti dell’universo a scegliere chi può entrare e chi no.
farei delle semplicissime domande.
e farei entrare solo chi, di fronte ad alcune di queste, rimane in silenzio e sorride.

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