io non butto via niente, nemmeno le occasioni (1)

Avete presente quelle giornate in cui niente sembra avere un senso, perché niente va come vorreste, siete stanchi di tutto e di tutti e l’unica cosa che avreste voglia di fare è staccare e fuggire?
Ecco, è esattamente alla fine di una giornata così che ricevo uno strano e inaspettato messaggio su whatsapp:
whatsapp
Mi spiega che un blogger è stato male e che ha bisogno di rimpiazzarlo… e pare non le venga in mente nessun altro da avvisare all’ultimo minuto che in pochissime ore decida di partire!

All’inizio il panico,
questa la mia faccia:
panico
e questa la mia risposta dopo qualche ora a rifletterci e a tentare di risolvere questioni logistiche:risposta

Era esattamente quello che volevo: staccare da tutto e da tutti per qualche giorno.
Ma c’è una bella differenza tra desiderare una cosa e vedere che si realizza in poche ore.
Facevo un po’ fatica a crederci, mi sembrava tutto uno scherzo.
Ovviamente quella notte non ho chiuso occhio: erano le 22 quando ho ricevuto quel messaggio e la 1 di notte quando ho deciso di andare; e alle 6 del mattino sarei dovuta essere pronta.
E oltre a dover preparare lo zaino (che voleva dire andare in cantina, di notte, a cercare doposci, giacche a vento, pile, guanti e cappelli… che chissà dov’erano…) dovevo anche prepararmi psicologicamente. No, non riuscivo ancora a crederci.

Alle 7 del mattino LaFra mi passa a prendere in macchina e alle 8 siamo già sul pulmettino che da Milano ci porterà sulle Dolomiti. Si parte!
#dolomitiloveAppena salgo, la notte in bianco si fa sentire: mi presento molto velocemente agli altri blogger, cammino fino in fondo, mi sdraio sugli ultimi sedili e mi addormento all’istante.

Nel primo pomeriggio arriviamo a Sexten (Sesto), in Alta Pusteria; sento persone che si lamentano per il viaggio troppo lungo, ma io non mi sono accorta di nulla, perché per me è proprio volato: ora sì che sono riposata, pronta ad affrontare un’intensa giornata in montagna. Scendo dal pullmino e scopro che questo è l’albergo che ci ospiterà: http://www.badmoos.it/
WOW!
Ci assegnano le camere e mi ritrovo da sola in una super suite enorme con un balcone che dà sulle piste da sci e soprattutto con un letto a baldacchino!
baldacchino
Ma quanto mi sento bene!
Scendiamo a pranzare e ordino un piatto di Schlutzkrapfen, deliziosi raviolotti (dal nome impronunciabile) ripieni di spinaci e conditi con erba cipollina:
Schlutzkrapfen

E subito dopo dei buonissimi canederli in brodo:
IMG_5376

Finito di mangiare, facciamo un altro saltino in camera per mettere le tute da sci.
Intanto sbircio ancora un po’ dalla finestra:
paesaggio

Risaliamo sul pulmettino che ci accompagna a San Candido:
passeggiamo per le viette del centro, piene di negozietti, di statue di ghiaccio e di cani a forma di topi con cappottini e scarpette da neve…
statua di ghiaccio
cane topo con scarpette
scorre
rami

Ecco il gruppo dei blogger al completo:
i blogger

Ci incamminiamo verso le piste da sci per salire in seggiovia verso il Rifugio Baranci e scopriamo che questa sera dovremo scendere da qui con la slitta. Al buio. Ognuno con una slitta. Di legno. Di notte. Al buio. Aiuto! Questa sì che è una sorpresa…
IMG_5402

Questo video, girato dai tre sulla seggiovia subito dietro la mia, mi fa tanto tanto tanto ridere:

Scendiamo dalla seggiovia e ci godiamo il panorama all’ora del tramonto:
vette
alberi
dolomitilove

Entriamo al rifugio e conosciamo il team di Dolomiti Super Ski: Barbara, che ci aveva già accolti appena arrivati in hotel e ci ha accompagnato durante tutti e 3 i giorni; Albert ed Alfred, pazienti maestri di sci; e il mitico Cristian!
Ci raccontano tante cose interessanti sulle Dolomiti (per esempio che 8 giorni su 10 splende il sole o che sono aperte anche d’estate!) e ci spiegano che giro faremo in questi giorni, mentre sorseggiamo allegramente uno Spritz.
Intorno alle 18 iniziamo a cenare: ovviamente ci propongono piatti deliziosi e dolci di dimensioni esagerate.
Intanto, verso le 19, riaprono le piste, perché qui si scia anche di sera.
sciare di sera
Dopo cena usciamo dal rifugio… è il momento:
dobbiamo tornar giù con le slitte.
L’idea mi fa un po’ paura e l’adrenalina sale.
Quando ci danno le pile da tenere in testa, sale ancora di più: dobbiamo scendere al buio!
pile
Ci danno le slitte, ci spiegano brevemente come curvare e come frenare (tutto con i piedi) e… viaaa! Si parte!!!
(Quest’altro video rende perfettamente l’idea:
http://www.flickr.com/photos/lyonora/8450546382/in/photostream)

Be’, che dire… è stato talmente bello scendere su una slitta in mezzo ai pini e col sentiero illuminato solo dalla luna e dalle pile che avevamo in testa, che tutti gasati prendiamo di nuovo la seggiovia per tornar su perché vogliamo a tutti i costi fare un’altra discesa!
Prima però entriamo 10 minuti al rifugio e ci scaldiamo con un fortissimo e bollentissimo Jagertee:
Jagertee
La seconda discesa sembra più breve e decisamente più divertente della prima: ormai siamo degli esperti!
Dopo aver incontrato anche l’uomo delle nevi, posso dirmi del tutto soddisfatta di questa prima giornata: rientriamo in albergo, dove ci aspetta una signorina che suona l’arpa; stiamo un po’ ad ascoltarla e poi ce ne andiamo a dormire felici e sereni, per prepararci alla seconda giornata…

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